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LETTERA ALL’ECO DI BERGAMO DEL 2/10/2009
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Lettera pubblicata sul sito “Italians” di Beppe Severgnini
http://www.corriere.it/solferino/severgnini/10-02-02/07.spmOro al Serio si è allargato
Caro Beppe,
sono una cittadina di Bergamo, del quartiere di Colognola per la precisione: qui abbiamo un problemino. L’aeroporto di Orio al Serio, disattendendo norme e prescrizioni di legge, si è «allargato» fino ad oscurare la tranquillità, la salute, la sicurezza di varie zone di Bergamo e dintorni. Per molti anni le amministrazioni locali (che sono anche socie di Sacbo, la società che gestisce l’aeroporto) hanno di fatto favorito lo sviluppo esponenziale, incontrollato dello scalo. Perfino l’attuale sindaco della città, a cui ci siamo rivolti perché l’aeroporto sia obbligato a ottemperare alle prescrizioni di legge, ha affermato di avere difficoltà nel gestire questo grave problema e di trovarsi «solo» di fronte a interlocutori molto decisi. Mi sono sentita persa, mi sono chiesta in che tipo di Paese vivo: coloro che dovrebbero essere i garanti della legalità dichiarano di avere difficoltà a farlo? Chiediamo solo l’applicazione di norme che esistono e devono essere applicate proprio per poter coniugare l’esistenza di un aeroporto con la tutela dei cittadini e la vivibilità del territorio.
Forse tutto deriva dal fatto che l’osservanza delle prescrizioni di legge imporrebbe un aut aut: o si ridimensiona l’aeroporto per tutelare il territorio (immagini le facce di chi trae forti profitti da questo business?), o si autorizza il sovradimensionamento dello scalo condannando alcune zone alla non abitabilità (aree che erano intensamente abitate già prima che lo scalo si sviluppasse e che comprendono anche cinque scuole, dall’asilo a un istituto tecnico con più di mille allievi). Soffochiamo nel rumore, nell’inquinamento, nell’illegalità, e purtroppo anche nel silenzio delle istituzioni di fronte all’illegalità: puoi dar voce al nostro lamento ? Un caro saluto dai Ciddiei (Cittadini irrimediabilmente devastati da inquinamento e illegalità) e da me, tua attenta lettrice.
Gabriella Pesce, pesce.gabriella@gmail.com
