Lettera inviata al quotidiano “Il Bergamo”

gennaio 30th, 2010

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Facciamo riferimento al corsivo del 31 dicembre dal titolo “la green economy può volare da Orio”di Marcello Saponaro, Consigliere Regionale dei Verdi, ora PD, per evidenziare qualche dato sulle effettive ricadute dell’attività aeroportuale per la salute e la sicurezza di coloro che abitano nelle adiacenze dell’aeroporto da prima che lo stesso si sviluppasse, rinviando i lettori all’analisi della documentazione presente sul sito www.comitatoaeroportoorio.it
L’aeroporto di Orio opera nella più completa illegalità in quanto:
• Viola il divieto dei voli notturni e supera il limite di 60 dbl
• Non sta ottemperando alle dettagliate e cogenti prescrizioni previste dal Decreto Ministeriale del 1993 che autorizzava la Valutazione di impatto Ambientale.
Nonostante le suddette violazioni, la precedente Amministrazione Comunale di Bergamo, anteponendo gli interessi economici alla salute dei cittadini, ha concesso la compatibilità urbanistica dell’aeroporto,.
La quasi totalità degli aerei che decollano dall’aeroporto di Orio al Serio (almeno l’80% Ryanair) sono di nuova generazione.
Ciononostante questi aerei già oggi producono un indice di rumore assolutamente intollerabile, oltre 67 Lva di media giornaliera: dati SACBO approssimati per difetto, in quanto non risulta tengano conto del rumore dei rullaggi e di altre modalità di calcolo che concorrono
L’applicazione di tali criteri comporterebbe per legge l’obbligo di delocallizare migliaia di abitazioni.
Questi dati logaritmici sono rilevati da una centralina posizionata sull’asilo nido di Campagnola ove è vietato per legge superare 40-45 dbl: Ciò significa che ci troviamo in presenza di un superamento dei limiti di almeno 7 volte.
Invitiamo il consigliere Saponaro a leggere la letteratura (prodotta anche dall’OMS) riguardante le pesanti conseguenze sulla salute, specialmente dei bambini, sottoposti a tale entità di rumore (già a partire dai 35 db).
I moderni aerei che ogni giorno decollano da Orio al Serio spargono sulla città l’equivalente di almeno centomila veicoli (dati Legambiente) e che l’aeroporto di Orio al Serio non dispone ancora del Piano di Rischio per le attività esterne all’aeroporto a fronte di decolli che avvengono tutti sopra i quartieri.
La Commissione Aeroportuale non ha, ad oggi definito le curve isofoniche che avrebbe dovuto emanare entro 6 mesi dall’approvazione del VIA (2003) e neppure la Regione Lombardia ha mai esercitato, come previsto dal decreto, i poteri sostitutivi: non ci risulta che i Consiglieri Regionali Saponaro e Benigni abbiano mai presentato un’interpellanza al riguardo.
Per una situazione analoga all’aeroporto di Ciampino, i Sindaci dei Comuni di Ciampino e Marino, hanno presentato formale denuncia per omissioni di atti d’ufficio contro il Ministro competente.
Ai difensori della libera concorrenza rammentiamo che la Costituzione Italiana privilegia soprattutto la salute dei cittadini e il rispetto delle leggi, e che i cittadini di Bergamo presenti alla riunione del Consiglio Comunale in cui veniva presentata una proposta di consolidamento dell’attività aeroportuale, hanno risposto con un sonoro “Vergogna!”
Certo che è ben triste vedere gli eredi di quello che fu il partito dei lavoratori e della legalità, diventare i paladini di Ryanair: contro i cittadini.
ALBERTO CERATI
DEGNA MILESI
GIANLUIGI MOLOGNI
del Comitato Aeroporto Bergamo

One Response to “Lettera inviata al quotidiano “Il Bergamo””

  1. alex scrive:

    Oltretutto ci sono delle grosse questioni aperte relative ai contratti di lavoro RyanAir che dovrebbero interessare un assessore regionale del PD molto di più di questa presunta green economy…
    Comunicato stampa Sindacato dei Lavoratori intercategoriale
    http://www.sdlintercategoriale.it/content/view/3442/156/lang,it/

    Ryan Air: perché si faccia luce su tutto!
    domenica 10 gennaio 2010

    In occasione delle polemiche in corso tra Enac e la Compagnia Ryan Air, nonché dell’incontro previsto per il prossimo 7 gennaio presso la sede di tale Ente in Roma, SdL ribadisce tutte le denunce fatte fin dal 2006 presso tutte le Istituzioni Interessate riguardanti l’attività ed il trattamento del personale da parte della compagnia low cost:
    1. una inadeguata tutela complessiva delle condizioni del lavoratore italiano impiegato da Ryanair;

    2. una tutela sanitaria assolutamente deficitaria ed in contraddizione con le normative e le leggi italiane;

    3. una tutela della sicurezza delle condizioni di lavoro assolutamente deficitaria ed in contraddizione con le normative e le leggi italiane; 4. una tutela della privacy assolutamente deficitaria ed in contraddizione con le normative e le leggi italiane;

    5. una tutela delle necessità previdenziali assolutamente mancante ed in contraddizione con le normative e le leggi italiane;

    6. una tutela delle condizioni particolari di lavoro assolutamente deficitaria ed in contraddizione con le normative e le leggi italiane;

    7. una retribuzione fuori da ogni logica legata alle leggi italiane;

    8. un utilizzo del personale italiano che non segue alcuna normativa di sicurezza (ENAC) prevista dalla legge italiana e dalle normative vigenti in termini d’impiego del personale navigante.

    Nel febbraio 2007, in occasione dell’entrata in vigore della normativa Enac-FTL del dicembre 2006, abbiamo sollecitato con nostra lettera al presidente di Enac e per conoscenza al Ministro dei Trasporti, un’indagine sul fatto che, nonostante la stessa Ryan Air operasse con basi di servizio stabili sul territorio italiano, la stessa compagnia sul proprio contratto riportava quanto segue: “:SEDE DI LAVORO - Gli aerei della Ryanair sono registrati nella Repubblica Irlandese e dato che svolgerai la tua mansione a bordo di questi aeromobili la tua sede sarà la Repubblica Irlandese. ”

    Ciò era e rimane fondamentale per l’applicazione di norme di sicurezza, sociali, fiscali e previdenziali del nostro paese, ivi compreso dei limiti massimi di volo e di servizio nonché dei giorni di riposo e di ferie minimi spettanti a ciascun navigante. Abbiamo ribadito tale sollecito anche nel luglio 2007 alla luce della decisione del Consiglio di Stato francesce di rigettare le richieste di annullamento presentate delle compagnie aeree Easy Jet e Ryanair contro il decreto legge del 21 novembre 2006, il quale chiariva definitivamente che al personale delle compagnie aeree straniere dislocato in Francia deve essere applicata la normativa, il diritto sociale ed il codice del lavoro francesi, elemento questo alla base delle nostre considerazioni e denunce. SdL ha nuovamente inviato tutta la documentazione all’attuale Ministro dei Trasporti nell’ nell’agosto 2008

    In data 11 aprile 2007, veniva deposta dalla nostra Organizzazione Sindacale un esposto sull’operato di Ryan Air presso le sedi della magistratura di Velletri, Bergamo, Pisa, Treviso e Roma, ovvero dove la stessa compagnia aerea opera stabilmente con proprie basi di servizio.

    Rinnoviamo quindi con forza l’invito a tutte le Istituzioni a fare luce sull’operato di questa Compagnia aerea affinché vengano rispettate tutte le leggi e regolamenti a tutela della collettività e del lavoro.

    5 gennaio 2010

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